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Madonna dell’Acero, salvato il simbolo del Corno alle Scale: il vecchio albero monumentale resta a testimoniare secoli di storia e devozione popolare

Concluso l’intervento di messa in sicurezza dello storico Acero di monte vicino al Santuario della Beata Vergine. Il tronco dell’antico albero, ormai giunto alla fine del proprio ciclo biologico, è stato conservato accanto a una nuova pianta della stessa specie per mantenere viva la memoria di un luogo simbolo della tradizione bolognese.

Un pezzo di storia dell’Appennino bolognese continua a vivere. L’antico Acero di monte della Madonna dell’Acero, nel territorio del Parco regionale del Corno alle Scale, non è stato abbattuto ma trasformato in una testimonianza permanente del legame tra natura, cultura e spiritualità popolare. Si è infatti concluso il delicato intervento di messa in sicurezza dell’albero monumentale situato nei pressi del Santuario della Beata Vergine, un luogo da secoli meta di pellegrini, visitatori ed escursionisti.

L’intervento è stato portato avanti dall’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Emilia Orientale, responsabile del Parco regionale del Corno alle Scale, in collaborazione con il Comune di Lizzano in Belvedere e con il Comando dei Carabinieri Forestali dell’Emilia-Romagna.

L’Acero di monte della Madonna dell’Acero era inserito fin dagli anni Ottanta nell’elenco ufficiale degli Alberi Monumentali d’Italia, riconoscimento attribuito agli esemplari che rappresentano un patrimonio di particolare valore naturalistico, storico, culturale e paesaggistico. Nel corso degli anni la pianta aveva progressivamente manifestato un declino vegetativo fino alla conclusione del proprio ciclo vitale biologico.

La situazione aveva reso necessario un intervento per garantire la sicurezza delle numerose persone che frequentano quotidianamente l’area del Santuario. La richiesta di intervento era arrivata dal Rettore del Santuario e dal Presidente dell’Associazione Amici della Madonna dell’Acero, a seguito dei colloqui istituzionali avuti durante le celebrazioni del 5 agosto. L’obiettivo era quello di preservare il valore storico e simbolico dell’albero, intervenendo però sui rischi legati alla presenza di parti ormai compromesse.

Trattandosi di un esemplare tutelato a livello nazionale, l’Ente Parco ha seguito un percorso autorizzativo specifico, richiedendo e ottenendo il parere favorevole del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

La soluzione adottata ha seguito un principio preciso: proteggere le persone senza cancellare la memoria del luogo. Per questo motivo non si è proceduto alla rimozione completa dell’albero, ma a un intervento selettivo affidato alla ditta Bernardini Matteo, con l’eliminazione dei rami compromessi e di quelli che si protendevano verso la sede stradale, mantenendo invece il grande fusto verticale.

Il tronco residuo dell’antico Acero continuerà così a dominare il paesaggio accanto al Santuario, conservando il suo ruolo di elemento identitario del territorio. La struttura sarà inoltre trasformata in un vero e proprio “albero habitat”, capace di ospitare nel tempo microrganismi, insetti e specie di avifauna tipiche dell’ambiente appenninico.

Una scelta che guarda anche alla tutela della biodiversità: un albero monumentale, anche quando termina la propria vita vegetativa, può continuare a svolgere una funzione ecologica fondamentale. Il legno morto rappresenta infatti una componente naturale degli ecosistemi forestali, favorendo processi di decomposizione, arricchimento del suolo e sostegno alla vita di numerose specie.

Il tronco conservato manterrà inoltre un’altezza adeguata per accogliere, come avvenuto in passato, l’effigie sacra legata alla tradizione della Madonna dell’Acero. Un elemento che rafforza il legame tra il patrimonio naturale e quello religioso, due dimensioni profondamente intrecciate nella storia di questa località dell’Appennino bolognese.

Accanto al vecchio Acero è stata piantata una nuova giovane pianta della stessa specie. Un passaggio simbolico e concreto allo stesso tempo: il vecchio patriarca verde lascia spazio alla nuova generazione, garantendo continuità alla presenza dell’Acero nella zona del Santuario.

“L’intervento ha accolto le preoccupazioni dei gestori del Santuario volte a tutelare i numerosi visitatori, escursionisti e pellegrini dai rischi concreti di crolli improvvisi”, ha spiegato il presidente dell’Ente Parchi Emilia Orientale, Tiberio Rabboni. “La scelta di lasciare una parte del tronco senza vita a fianco della nuova pianta è stata fortemente voluta per mantenere viva la memoria storica dei luoghi”.

Secondo Rabboni, il nuovo assetto botanico rappresenterà una testimonianza tangibile di uno dei riferimenti culturali e identitari più significativi della tradizione e della religiosità popolare del territorio bolognese.

L’Acero della Madonna dell’Acero racconta infatti una storia che attraversa generazioni. Per molti abitanti della montagna e per i tanti pellegrini arrivati negli anni al Santuario, l’albero non era soltanto una presenza naturale, ma un punto di riferimento, un simbolo capace di unire ambiente, fede e comunità.

Il progetto realizzato dal Parco regionale del Corno alle Scale accompagna quindi una trasformazione naturale senza interrompere il filo della memoria. Il vecchio tronco continuerà lentamente il proprio percorso verso la terra, restituendo materia organica al bosco e contribuendo alla fertilità dell’ecosistema, mentre la nuova pianta crescerà accanto al luogo che per secoli ha rappresentato.

Una continuità tra passato e futuro che restituisce alla Madonna dell’Acero un’immagine nuova: non quella di una perdita, ma quella di una rinascita. Un paesaggio dove un albero antico e un giovane germoglio raccontano insieme la forza della natura e la storia di una comunità.

Redazione

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