Economia e Finanza

Florovivaismo, Confai: innovazione e formazione per rafforzare la filiera

Pietro Cattaneo: «Il nuovo quadro normativo può favorire una maggiore integrazione tra imprese e competenze»

Il nuovo quadro normativo sul florovivaismo può rappresentare un’opportunità per rendere più organica e competitiva una filiera che comprende produzione agricola, attività vivaistiche, manutenzione del verde e numerosi servizi specialistici. È quanto sottolinea Confai Bergamo, commentando l’entrata in vigore del decreto legislativo 30 luglio 2026, n. 151, dedicato alla disciplina del settore florovivaistico e delle attività collegate.

«Il nuovo quadro normativo dedicato al florovivaismo rappresenta un passo utile per dare maggiore organicità a una filiera articolata, nella quale convivono produzione agricola, vivaismo, manutenzione del verde e numerose attività specialistiche», osserva il presidente di Confai Bergamo, Pietro Cattaneo.

Tra gli aspetti ritenuti particolarmente significativi dall’organizzazione figurano quelli legati alla formazione, all’innovazione tecnologica e alla qualificazione professionale degli operatori.

«Il florovivaismo è un comparto nel quale la qualità delle produzioni si accompagna sempre più alla necessità di competenze tecniche e organizzative aggiornate – aggiunge Cattaneo -. La nuova disciplina può contribuire a creare condizioni più favorevoli per accompagnare questa evoluzione».

Il decreto, oltre a definire e regolamentare le attività comprese nel settore, introduce anche elementi destinati a rafforzare le garanzie per i committenti privati nella scelta di imprese qualificate, con particolare attenzione alla sicurezza sul lavoro e alla formazione obbligatoria prevista per gli operatori.

«È importante, ad ogni modo, che il nuovo impianto normativo possa essere accompagnato da strumenti concreti a sostegno delle imprese», sottolinea il segretario provinciale di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo. «Investimenti, formazione e innovazione devono procedere insieme, soprattutto in un settore nel quale la competitività dipende anche dalla capacità di valorizzare professionalità specialistiche e servizi qualificati».

Secondo Confai Bergamo, un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dall’ampiezza della filiera individuata dalla nuova disciplina, che comprende anche gli operatori del verde e le imprese impegnate nella fornitura di beni e servizi collegati.

Un’impostazione che potrebbe favorire una maggiore integrazione tra le diverse componenti del comparto e valorizzare il contributo di professionalità e imprese che operano a supporto delle attività florovivaistiche.

In questo quadro possono trovare spazio anche le imprese agromeccaniche, grazie alle loro competenze tecniche e alla possibilità di offrire servizi specializzati, dalla preparazione dei terreni per le semine fino agli interventi di manutenzione del verde stradale pubblico.

Per Confai Bergamo, dunque, la sfida dei prossimi anni sarà quella di accompagnare il nuovo assetto normativo con politiche e strumenti capaci di sostenere concretamente le imprese, favorendo investimenti, aggiornamento professionale e innovazione. Un percorso che potrebbe contribuire a rendere più integrata e qualificata una filiera chiamata a rispondere a esigenze sempre più articolate.

Redazione

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