A Bologna le feste natalizie si vivono tra mercatini illuminati, presepi artigianali e tavole imbandite. Tuttavia, proprio in questo periodo, lo spreco alimentare raggiunge livelli molto elevati: tra la Vigilia e Capodanno in Italia si stimano oltre 500 000 tonnellate di cibo buttato, con un impatto economico miliardario.
Secondo una recente indagine, l’86 % degli italiani dichiara di sprecare cibo durante le feste, con il 37 % che butta oltre un quarto del cibo acquistato. I dolci natalizi – panettone, pandoro e torte – sono i più sprecati, seguiti da pane e antipasti.
A Bologna, grazie anche all’eredità di Last Minute Market, ideato presso l’Università di Bologna da Andrea Segrè, e alla collaborazione con il Comune e Hera, esistono progetti concreti per prevenire lo spreco. L’iniziativa “Non si butta via niente” coinvolge supermercati, negozi e ristoranti per recuperare eccedenze commestibili e ridistribuirle a enti caritativi locali.
I consigli utili
In dialetto bolognese si dice: “Al n’j è l’é, ed al n’ j butta miga via gnèint!”, ovvero “Non è da noi buttare nulla!”. Ecco alcuni consigli locali che mettono insieme la tradizione bolognese e l’attenzione alla sostenibilità:
A livello cittadino, la rete solidale bolognese utilizza il Banco Alimentare e le strutture di volontariato, come la Caritas, per ricevere le eccedenze raccolte da supermercati e bar.
Educare anche i bambini
Coinvolgere i più piccoli nella preparazione e nella scelta dei piatti natalizi favorisce una maggiore consapevolezza. In alcune scuole di Bologna, progetti promossi da Last Minute Market insegnano ai bambini come pianificare i pasti, riutilizzare gli avanzi e donare il surplus alle famiglie in difficoltà.
Ricette, app e solidarietà
La app “Sprecometro”, ideata sempre a Bologna, offre ricette anti-spreco firmate da chef italiani e consigli pratici per trasformare ogni avanzo in un piatto gustoso. È disponibile gratuitamente e molto utilizzata anche durante le festività.
Ogni piccolo gesto – pianificare la spesa, congelare in tempo, donare il surplus, verificare le scadenze – contribuisce a limitare sprechi e costi. Come si sente dire in città: “A vén da risparmier e da metter via l’avanzi, miga da juttär via al mangiar!”.
Il Natale bolognese così diventa una festa non solo di sapore e calore, ma anche di responsabilità e solidarietà. Una festività dove ogni piatto è rispettato e nessun avanzo viene dimenticato.
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