Il caro energia torna a mettere sotto pressione il sistema produttivo, e in particolare il comparto agromeccanico e agricolo. A lanciare l’allarme è Confai Bergamo, che denuncia una situazione ormai “oltre il limite della sostenibilità” per imprese e operatori della filiera.
A preoccupare è l’impennata dei costi di gasolio, gas e fertilizzanti, aggravata dal contesto geopolitico internazionale. “L’aumento vertiginoso dei costi del gasolio, del gas e, a cascata, dei concimi sta mettendo in seria difficoltà imprese e operatori che ogni giorno garantiscono la continuità delle produzioni e della filiera alimentare”, afferma il presidente Pietro Cattaneo.
Secondo l’associazione, i rincari – che in molti casi superano il 50% – non possono più essere considerati temporanei o legati a fenomeni speculativi. Le aziende, impegnate in piena stagione operativa, si trovano a fronteggiare costi imprevedibili che rischiano di compromettere non solo la redditività, ma anche la capacità di rispettare tempi e cicli produttivi.
Il gasolio agricolo, elemento essenziale per le lavorazioni meccanizzate, ha raggiunto livelli record, mentre il costo del gas incide direttamente sulla produzione dei fertilizzanti, generando un effetto domino su tutta la filiera. A ciò si aggiungono le difficoltà nel settore dei trasporti, con inevitabili ripercussioni sui prezzi finali.
“Dal punto di vista operativo siamo nel pieno delle lavorazioni e questi aumenti si riflettono in modo immediato sull’attività delle imprese, rendendo difficile programmare il lavoro e sostenere i costi”, sottolinea il segretario provinciale Enzo Cattaneo.
Di fronte a questo scenario, Confai Bergamo chiede un intervento urgente per il controllo e il contenimento dei prezzi, al fine di ristabilire condizioni di mercato più eque e trasparenti. Senza misure concrete, avverte l’associazione, le imprese saranno costrette a rivedere i listini.
“Non si tratta di una scelta, ma di una necessità – conclude il presidente Cattaneo –. Non è più possibile assorbire aumenti di questa portata senza trasferirli su chi richiede i nostri servizi, con conseguenze inevitabili anche per i consumatori”.
L’appello è rivolto a istituzioni, fornitori e clienti: solo un’azione condivisa e tempestiva potrà evitare ulteriori ricadute su un settore considerato strategico per l’economia e la sicurezza alimentare del Paese.
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