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Acqua liscia o gassata? Le preferenze dei bolognesi tra abitudini, gusto e salute

A Bologna, città di sapori forti e tradizioni culinarie radicate, anche l’acqua diventa oggetto di scelta consapevole. Liscia o gassata? È una domanda semplice, ma che racchiude gusti personali, abitudini familiari e persino considerazioni legate al benessere. Un’indagine condotta da alcuni esercizi commerciali e ristoratori della zona rivela che, sebbene l’acqua naturale resti la più richiesta, l’acqua frizzante mantiene una nicchia di appassionati che la considerano irrinunciabile.

Nei bar e ristoranti del centro storico, su dieci clienti, sei chiedono acqua naturale. A incidere su questa tendenza sembrano essere motivi legati alla salute: molti bolognesi affermano di sentirsi più leggeri bevendo acqua liscia, evitando quella gassata perché spesso associata a gonfiore o disturbi gastrointestinali. “Da quando ho cambiato stile di vita, bevo solo acqua naturale,” racconta una cliente abituale di un bistrot in zona Santo Stefano. “Ho ridotto le bibite e anche l’acqua frizzante. Mi sento meglio e digerisco più facilmente.”

Tuttavia, non mancano i cultori della frizzante. Tra le strade di San Donato e Bolognina, si incontrano consumatori che difendono con convinzione le bollicine. Per molti, l’acqua gassata è sinonimo di freschezza e aiuto alla digestione, soprattutto dopo un pasto ricco. “Con una lasagna o un piatto di tortellini, l’acqua frizzante è perfetta,” afferma un pensionato in fila al mercato rionale. “Aiuta a digerire e pulisce il palato.” Una posizione condivisa anche da diversi giovani che trovano l’acqua frizzante più simile, come sensazione in bocca, a una bevanda rinfrescante.

Anche i supermercati confermano il trend: le vendite di acqua liscia superano quelle della gassata, ma quest’ultima registra picchi durante i mesi estivi e in prossimità delle festività, quando i pranzi in famiglia e le cene tra amici aumentano. Secondo una nota catena di distribuzione attiva in Emilia-Romagna, l’acqua naturale rappresenta il 65% delle vendite, ma le bollicine si difendono bene con una quota del 30%, mentre il restante 5% è occupato da versioni leggermente frizzanti.

Un elemento interessante è l’attenzione crescente all’ambiente: molti bolognesi, soprattutto tra i 25 e i 40 anni, preferiscono riempire bottiglie riutilizzabili alle fontane pubbliche o acquistano impianti domestici di microfiltrazione, scegliendo poi di gasare l’acqua secondo le proprie preferenze. “Con il gasatore a casa mia, accontento tutti: mia moglie beve liscia, io metto le bolle,” racconta un residente del quartiere Savena.

Infine, la cultura gastronomica influisce: nei ristoranti di livello e nelle osterie tipiche, la scelta dell’acqua spesso segue quella del vino o del menu. Alcuni sommelier, infatti, consigliano l’acqua liscia con piatti delicati e quella frizzante con pietanze più strutturate o grasse. Una distinzione che dimostra quanto anche l’acqua, a Bologna, possa essere oggetto di riflessione e gusto.

In definitiva, l’acqua naturale resta la preferita, ma la frizzante continua ad avere estimatori fedeli. A Bologna, la scelta tra liscia o gassata non è mai banale: è un piccolo ma significativo riflesso dello stile di vita, della tradizione culinaria e della ricerca del benessere che caratterizzano la città.

Redazione

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