Bologna, là dove un tempo c’era il mare: una campagna per scoprire il passato geologico dell’Appennino

“Quando qui c’era il mare. Vieni a conoscere l’incredibile passato geologico di Bologna” è il titolo evocativo della nuova campagna lanciata dall’Ente Bolognese per i Parchi e la Biodiversità. Un’iniziativa che intende valorizzare tre spettacolari itinerari geologici del territorio metropolitano, testimoni dell’antica origine marina dell’Appennino bolognese.

Il progetto, finanziato dal GAL dell’Appennino Bolognese, mira a rendere accessibili e fruibili a fini turistici e didattico-scientifici le straordinarie formazioni rocciose dei Gessi messiniani di San Lazzaro di Savena, riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, delle Arenarie del Contrafforte Pliocenico nei comuni di Monzuno, Pianoro e Sasso Marconi, e delle Argille dei Calanchi di Monte Sole a Marzabotto.

Tre siti diversi ma uniti da una comune storia geologica marina: i calanchi si formarono oltre 20 milioni di anni fa in un mare aperto; i gessi risalgono a circa 6 milioni di anni fa, frutto dell’evaporazione in lagune costiere poco profonde; le arenarie nacquero tra 5 e 2 milioni di anni fa, da sabbie marine successivamente cementatesi.

A supporto della campagna sono stati realizzati manifesti, dépliant, video divulgativi, percorsi attrezzati e sistemi di monitoraggio delle Grotte del Farneto e della Spipola, nel Parco dei Gessi Bolognesi. Protagonista della comunicazione è la balena, simbolo scelto per ricordare la balenottera di Gorgognano, i cui resti fossili furono rinvenuti nel 1965 a Pianoro.

«La balena che attraversa un antico mare oggi divenuto Appennino – ha spiegato Tiberio Rabboni, presidente dell’Ente Parchi – è un modo diretto e suggestivo per raccontare a grandi e piccoli il legame profondo tra natura e storia. Un patrimonio unico che aspetta solo di essere esplorato».

Per tutti gli interessati, è possibile consultare il sito ufficiale https://enteparchi.bo.it o accedere tramite QR code presente sui materiali informativi per prenotare una delle 50 visite guidate previste tra giugno e settembre nei geositi delle sei aree protette bolognesi. Un’occasione imperdibile per camminare tra le pieghe del tempo, dove un tempo ondeggiava il mare.

Redazione

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