Cultura e Società

Cardinale Zuppi: un appello ai giornalisti per un linguaggio di speranza

Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, ha lanciato un accorato appello ai giornalisti, esortandoli a rinnovare il linguaggio della comunicazione, orientandolo verso la speranza invece che verso la paura e le illusioni.

Il suo intervento è avvenuto durante l’incontro “La deontologia nell’informazione e giornalisti con un linguaggio di speranza”, organizzato a Bologna in occasione della Festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. In questa occasione, Zuppi ha sollecitato una riflessione profonda sulla responsabilità etica della comunicazione e sull’urgenza di contrastare narrazioni basate su rancore e fanatismo.

Il cardinale ha sottolineato come il mercato delle illusioni e delle paure sia in forte espansione, ma lontano dai principi di una comunicazione che sia realmente etica e costruttiva. Ha ricordato le parole di Papa Francesco riguardo alla comunicazione che alimenta “paura, pregiudizio e odio”, invitando i giornalisti a promuovere messaggi di speranza. “Non dobbiamo alimentare illusioni o paure, ma trasmettere speranza”, ha detto, suggerendo anche un maggiore intervento da parte degli Ordini professionali nei confronti di chi viola i principi deontologici.

Zuppi ha anche incoraggiato i giornalisti a semplificare i linguaggi troppo complessi, evitando il “parlare ecclesialese” e favorendo una comunicazione universale che possa raggiungere tutti. “Aiutateci a semplificare le vecchie complessità”, ha sottolineato, ricordando che anche la Chiesa ha cambiato approccio.

La speranza e l’empatia sono state identificate dal cardinale come chiavi fondamentali per una comunicazione autentica. “La speranza è forza”, ha affermato, “non deve eludere i problemi ma affrontarli con realismo”. In questo contesto, ha anche commentato il caso dei Ferragnez, ritenendolo simbolo delle contraddizioni della comunicazione moderna, che spesso si concentra su storie vuote anziché su quelle capaci di comunicare bellezza e speranza.

Infine, Zuppi ha ribadito l’importanza di un dialogo che colleghi le realtà locali con quelle globali, favorendo una comunicazione che sia strumento di guarigione e speranza per la comunità e per l’Europa. “Abbiamo il vantaggio di unire il campanile con il mondo”, ha concluso, esortando tutti, giornalisti e non, a impegnarsi per una comunicazione che possa curare le ferite della nostra umanità.

Redazione

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