Gli archetipi sono i modelli più antichi e profondi del funzionamento psichico. Sono le radici dell’anima che governano le prospettive attraverso cui vediamo noi stessi e il mondo. Sono le ombre universali dell’inconscio collettivo. I dodici archetipi sono all’interno di noi, protagonisti del nostro divenire, nascosti nei meandri della mente, nei circuiti del nostro encefalo e agiscono in ogni momento e situazione. Immaginiamoci come Gesù a tavola con i suoi dodici apostoli nel Cenacolo di Leonardo.
Tutti hanno i loro bisogni, le loro esigenze, le loro preferenze. Noi abbiamo il compito di esaudirli, uno per uno, scegliendo per ciascuno il meglio, non dimenticando mai di spezzare quel pane che è il vero alimento comune a tutti loro. Quel pane che si chiama amore.
Primo archetipo: l’innocente
Sono Alessia, vivo in una famiglia in apparenza perfetta. Non manca nulla né a me né a mio fratello, soprattutto a livello economico. In realtà le figure dei miei genitori, entrambi professionisti noti e affermati, fin da quando ho ricordo sono state, potrei dire, evanescenti. Posso tranquillamente affermare che è stata la mia adorata tata, che vive ancora con noi occupandosi della casa, visto che noi ragazzi siamo più che adolescenti, a occuparsi della mia crescita. È una cuoca eccezionale, da buona emiliana cucina meravigliosamente, e io mangio, mangio tanto, per ricompensarla e forse per ricompensarmi.
A volte mangio tanto da dover vomitare, solo così il mal di testa che mi perseguita si placa. E quando vomito Amneris, così si chiama la tata, mi sorregge la testa, me l’accarezza a lungo. Io mi sento bene, quel palmo della mano è così confortante, mi ci posso abbandonare tutta sudata dopo che il mio stomaco si è svuotato. Spesso, a quel punto, chiedo al mio angelo di cucinarmi comunque un piatto che mi piaccia, e il giro di giostra ricomincia.
Dimenticavo di dire che sono grassa, molto grassa…
Questo libro nasce dall’ascolto dei pazienti che l’autore negli anni ha trattato.
Roberto Calcaterra è Medico Gastroenterologo e Omeopata. Si occupa di intolleranze alimentari da oltre 20 anni, e di come queste possano condizionare la nostra alimentazione, la nostra vita sociale, la nostra felicità. Ha scritto: Malattia, cibo e destino. Riflessioni e racconti dal cuore di un medico (Edizioni Enea).
Passeggiare per le strade di Nashville significa immergersi in un mondo dove la musica è…
Parallelamente ai grandi interventi infrastrutturali legati alla realizzazione delle nuove linee del tram e al…
La Giunta comunale di Bologna ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per…
Portland, capitale culturale dell’Oregon, è una città che sorprende chiunque la visiti per la prima…
Jackson Hole è una delle località più celebri e amate del Wyoming, situata nella parte…
Chi decide di visitare la Georgia spesso lo fa senza aspettative precise. E proprio per…