Accorpamenti scolastici, Lepore attacca il governo: «Chi non si inginocchia a FdI subisce ritorsioni». Dura replica di Fratelli d’Italia e Lega

sindaco Lepore e amabsciatore usa ph Comune Bologna

È scontro politico frontale tra il sindaco Matteo Lepore e Fratelli d’Italia. Dal palco di piazza Roosevelt, durante la manifestazione indetta dai sindacati contro gli accorpamenti scolastici, il primo cittadino ha accusato apertamente il governo e il partito della premier di colpire le amministrazioni non allineate.

«Stanno colpendo le regioni che non si inginocchiano a Fratelli d’Italia. O ti inginocchi a FdI o in questo Paese subisci ritorsioni», ha scandito Lepore davanti ai palazzi della Prefettura e della Questura. Un riferimento che il sindaco ha voluto estendere anche alle forze dell’ordine: «Noi che non abbiamo la tessera di Fratelli d’Italia vogliamo rispetto, e lo vogliono anche le forze dell’ordine che non hanno la tessera di FdI».

Parole che arrivano in un momento di forte tensione tra Palazzo d’Accursio e il centrodestra. Negli ultimi giorni, infatti, la giunta comunale ha incassato due stop rilevanti: quello del Tar sul progetto “Città 30”, a seguito dell’esposto presentato da un tassista e sostenuto da Fratelli d’Italia, e il blocco dell’appalto sulle mense scolastiche da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione, anche in questo caso dopo una segnalazione del partito della premier.

Secondo Lepore, si tratta di un quadro che rischia di ripetersi: «Sul trasporto pubblico avremo gli stessi problemi, perché il contratto nazionale non sarà rifinanziato. Vedremo quali città non saranno finanziate dal governo», ha affermato, parlando apertamente di possibili nuove “ritorsioni”.

Immediata e durissima la replica di Fratelli d’Italia. In una nota congiunta, il gruppo consiliare accusa il sindaco di essere «ormai fuori dalla realtà», sostenendo che FdI a Bologna «svolge semplicemente il suo dovere di controllo» sui provvedimenti della maggioranza. «Se Tar, Consiglio di Stato e Anac rilevano irregolarità nelle azioni della giunta – affermano i meloniani – non è colpa del centrodestra, ma dell’arroganza di Lepore e della sua amministrazione, convinti di detenere la verità e di potersi muovere senza rispettare la legge. Bologna non è di sua proprietà».

Ancora più duro il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Francesco Sassone, che definisce le parole del sindaco «frasi tipiche di un bambino viziato, abituato a fare quello che gli pare, avendo tutti asserviti». A sostegno degli alleati interviene anche il capogruppo della Lega in Comune, Matteo Di Benedetto: «Il copione è sempre lo stesso: se una decisione non coincide con l’ideologia della sinistra, allora diventa un attacco politico. Mai che si ammetta di aver sbagliato o di non aver rispettato le regole».

Nel suo intervento, Lepore è tornato anche sul merito della protesta. «La scuola è oggi la più grande questione sociale del Paese – ha detto –. Non possiamo permetterci tagli alla scuola pubblica, perché significherebbe dire a ragazzi e famiglie che dovranno cavarsela da soli». Per il sindaco, l’istruzione resta il perno dell’inclusione sociale: «Se davvero vogliamo parlare di futuro, dobbiamo investire nella scuola. Questo governo deve assumersi la responsabilità di dire quello che sta accadendo: si sta tagliando la spesa sociale».

Nel mirino del primo cittadino non solo il comparto dell’istruzione, ma anche quello della sicurezza: «Anche le forze dell’ordine stanno subendo tagli», ha concluso, rilanciando un messaggio che accende ulteriormente il confronto politico tra il Comune di Bologna e la maggioranza di governo.