Bologna, “La nostra scuola ha le porte aperte e non ha il tetto”: il manifesto degli assessori alla Scuola

“La nostra scuola ha le porte aperte e non ha il tetto”. È il messaggio lanciato da Bologna, al termine del convegno nazionale “Le esperienze di Scuole Aperte”, nell’ambito delle Settimane Pedagogiche. Gli assessori e le assessore alla Scuola di Bologna, Roma, Milano e Bergamo hanno presentato un manifesto aperto all’adesione di altre Amministrazioni.

Al centro del documento c’è il modello delle Scuole Aperte, con l’apertura degli istituti oltre l’orario curricolare, la partecipazione gratuita di bambine e bambini e il coinvolgimento del territorio nelle attività educative.

Secondo i quattro Comuni, questo modello può contribuire a rafforzare il supporto scolastico, contrastare i divari, promuovere arte e cultura e favorire l’inclusione attraverso la mediazione linguistica e culturale.

“La scuola non può essere luogo che esclude”

Il manifesto assume però anche un tono fortemente critico nei confronti di alcune recenti scelte nazionali. “La scuola, i bambini, le comunità non possono essere maltrattate a colpi di propaganda”, scrivono gli amministratori, sostenendo che la scuola debba essere un luogo di relazione, inclusione e contrasto alle diseguaglianze.

Nel documento viene richiamato anche l’articolo 3 della Costituzione, con il compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza.

Gli assessori sottolineano quindi la necessità di investire in mediatori linguistici e culturali, personale adeguatamente retribuito, classi meno numerose e innovazione didattica.

Il nodo del tetto del 30%

Uno dei passaggi centrali riguarda il recente decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Nel momento in cui è stato diffuso il manifesto, i quattro Comuni sottolineano che il testo definitivo del provvedimento non era ancora pubblico.

La loro attenzione si concentra in particolare sul tetto del 30% previsto nelle classi. Il manifesto pone interrogativi sui destinatari della misura e sui criteri con cui dovrebbero essere individuati gli studenti con insufficienti competenze linguistiche.

“Come si concilia con il diritto costituzionale ad andare a scuola?”, chiedono gli amministratori, evidenziando anche il rischio che le nuove disposizioni possano incidere sui percorsi di inclusione e sulla dispersione scolastica.

Nel manifesto viene contestata inoltre quella che i firmatari considerano una rappresentazione negativa dei bambini con background migratorio. Il documento sintetizza questa preoccupazione con la frase: “Non siete benvenuti”.

Il ruolo delle famiglie e dei territori

Un altro capitolo riguarda il rapporto tra condizioni familiari e rendimento scolastico. I Comuni riconoscono l’influenza del contesto socioeconomico e culturale sul percorso degli studenti, ma sostengono che la scuola debba sostenere le famiglie, senza trasformare le differenze di partenza in motivo di colpevolizzazione.

La proposta dei quattro Comuni parte anche dall’esperienza amministrativa quotidiana e dalla collaborazione con le autonomie scolastiche. L’obiettivo dichiarato è valorizzare le singole scuole insieme ai territori nei quali sono inserite, superando stigmi e pregiudizi.

È in questo quadro che viene rivendicata l’esperienza delle Scuole Aperte, pensata per rispondere a bisogni differenti e complessi e per rafforzare il rapporto tra scuola, famiglie e comunità.

L’appello alle altre Amministrazioni

Il manifesto è stato sottoscritto da Daniele Ara, assessore alla Scuola del Comune di Bologna; Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale; Anna Scavuzzo, assessora all’Istruzione e all’Educazione del Comune di Milano; e Marzia Marchesi, assessora ai Servizi per l’infanzia, educativi e scolastici del Comune di Bergamo.

Il documento si chiude con un appello alla partecipazione: “La scuola della Costituzione è fatta di impegno, buone pratiche e partecipazione. Basta slogan e pensiamo al futuro”.

Il manifesto è aperto all’adesione di altre Amministrazioni. Per aderire è indicato l’indirizzo assessorescuolaagricoltura@comune.bologna.it.