Cultura e Società

Iran e Stati Uniti verso l’intesa: spunta la “Dichiarazione di Islamabad”, possibile svolta dopo mesi di tensione

Sarebbe ormai nelle fasi finali la definizione del nuovo accordo tra Iran e Stati Uniti, un’intesa che secondo le indiscrezioni riportate da Al Arabiya potrebbe assumere il nome di “Dichiarazione di Islamabad”. Dopo settimane di trattative serrate, scambi di bozze e richieste incrociate giudicate da entrambe le parti difficili da accogliere, Washington e Teheran sembrano aver trovato una possibile convergenza per ridurre l’escalation del conflitto in corso da fine febbraio.

A rilanciare i dettagli del possibile compromesso sono Axios e il New York Times, che citano fonti diplomatiche vicine al dossier. L’accordo, se confermato, entrerebbe in vigore immediatamente dopo l’annuncio ufficiale delle due capitali.

Il perno dell’intesa ruoterebbe attorno a cinque assi principali: la gestione del programma nucleare iraniano, la sicurezza nello Stretto di Hormuz, il futuro del conflitto in Libano e un progressivo allentamento delle sanzioni economiche.

Tra i punti più rilevanti figurerebbe l’estensione di un cessate il fuoco di 60 giorni, rinnovabile su accordo reciproco, valido su tutti i fronti operativi — terra, mare e aria. A questo si aggiungerebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz senza pedaggi, con l’impegno dell’Iran alla rimozione delle mine per garantire la libertà di transito delle navi commerciali.

Sul piano economico, gli Stati Uniti sarebbero pronti a revocare il blocco dei porti iraniani e a concedere esenzioni mirate dalle sanzioni energetiche, permettendo a Teheran di tornare a esportare petrolio. In parallelo, sarebbe previsto lo sblocco di circa 25 miliardi di dollari di asset iraniani congelati all’estero.

Altro nodo centrale riguarda il programma nucleare: l’Iran si impegnerebbe a non sviluppare armi atomiche e ad avviare una negoziazione sulla sospensione dell’arricchimento dell’uranio, inclusa la gestione delle scorte ad alta concentrazione.

Infine, l’intesa toccherebbe anche il teatro libanese, con l’obiettivo dichiarato di porre fine alle ostilità tra Israele e Hezbollah in Libano. Una prospettiva che avrebbe già suscitato la preoccupazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ne avrebbe discusso in una recente telefonata con il presidente americano Donald Trump.

Secondo fonti statunitensi, tuttavia, non si tratterebbe di un cessate il fuoco “unilaterale”: Israele manterrebbe la possibilità di intervenire in caso di nuove minacce o tentativi di riarmo da parte di Hezbollah.

Se confermata, la “Dichiarazione di Islamabad” potrebbe rappresentare uno dei tentativi diplomatici più significativi degli ultimi mesi per ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente, anche se molte incognite restano ancora sul tavolo.

Redazione

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