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Di Gregorio, Manninger e quel duello tra i pali che vale una stagione

Beh, parliamo di portieri. E non è una cosa banale, perché quella di sabato sera tra Juventus e Bologna è stata una di quelle partite dove i numeri uno hanno avuto un peso specifico enorme sul risultato finale. Di Gregorio da una parte, Manninger dall’altra. Due storie diverse, due momenti di carriera completamente diversi, stesso rettangolo verde.

Di Gregorio: l’eredità di Buffon senza il peso di Buffon

Di Gregorio ormai è una certezza della Juventus. Lo dicono i numeri, lo dicono le parate, lo dice il modo in cui gestisce la pressione di difendere una porta che storicamente ha avuto tra i pali gente come Buffon. Non è poco come eredità simbolica. Eppure lui sembra non sentirla, o magari la sente eccome ma non lo fa trasparire, che poi è esattamente quello che vuoi da un portiere.

Le parate che hanno cambiato la partita

Contro il Bologna ha salvato il risultato in almeno un paio di circostanze dove il gol sembrava fatto. Riflessi, posizione, quella lettura anticipata del tiro che non si insegna nei manuali. Cose che o hai o non hai, insomma.

Manninger, il peso di un cognome importante

Dall’altra parte Manninger, e qui la storia si fa interessante. Non è il titolare inamovibile del Bologna, ma quando viene chiamato in causa risponde presente. Figlio d’arte, cresciuto con una pressione particolare addosso, quella di avere un padre che ha fatto la storia del calcio europeo. Alex Manninger, il padre, è stato per anni il secondo di Cech all’Arsenal, uno dei migliori nel suo ruolo in Europa. Portare quel cognome non è semplice.

E invece il ragazzo sta costruendo la sua storia. Passo dopo passo, partita dopo partita. Contro la Juventus ha fatto vedere cose interessanti, anche se alla fine il risultato non ha sorriso alla sua squadra. Alcune uscite coraggiose, una presa su cross insidiosi che non era scontata. Certo, ha anche qualche responsabilità sul gol subito, ma sarebbe ingeneroso giudicarlo solo su quello.

Una partita tesa, decisa dai dettagli

La partita in sé è stata tesa, equilibrata, il tipo di gara dove entrambe le squadre avevano qualcosa da perdere. La Juventus cercava continuità dopo un periodo complicato, il Bologna voleva dimostrare di poter reggere certi palcoscenici. Alla fine hanno deciso i dettagli, come quasi sempre quando le squadre sono vicine di livello.

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Il portiere moderno non è più quello di vent’anni fa

C’è un tema più ampio, però, che vale la pena toccare. I portieri in Italia vengono spesso sottovalutati nel dibattito calcistico. Si parla di attaccanti, trequartisti, pressing alto, ma il ruolo del portiere moderno è diventato qualcosa di completamente diverso rispetto a vent’anni fa. Oggi ti chiedono di giocare con i piedi, di essere il primo costruttore dell’azione, di uscire alto, di leggere situazioni che un tempo non erano di competenza di chi stava tra i pali. Di Gregorio questo lo fa benissimo, è parte integrante della manovra juventina.

Manninger: la strada è quella giusta

Manninger sta imparando. Ha i mezzi fisici e tecnici, ha la mentalità giusta, ha una famiglia che conosce il calcio ad altissimi livelli. Gli manca ancora quella continuità che ti dà la fiducia cieca di un allenatore, ma la strada è quella giusta.

Dove seguire queste partite

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Juventus e Bologna, comunque, ci hanno regalato una serata di calcio vero. Con due portieri che, ognuno a modo suo, hanno dimostrato perché questo ruolo non smette mai di essere decisivo. Anzi, forse lo è più adesso di quanto non lo fosse prima.

Redazione

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