Categories: Cultura e Società

Buenos Aires: out il nuovo singolo di Antonio D’Angiò

È disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale “BUENOS AIRES”, il nuovo singolo di ANTONIO D’ANGIÒ (Matilde Dischi).

Narrativamente, Buenos Aires è il primo tentativo del bambino, protagonista dell’album, di sedurre la bambina: le racconta una menzogna “affascinante”, una storia personale fatta di elementi fantastici, di ambienti grotteschi e inospitali ma, suo malgrado, ne risulta un ritratto surreale, in un ambiente sonoro dinamico, che alterna il movimento ruvido delle chitarre a momenti di buia e vertiginosa staticità digitale.

Il videoclip della canzone, scritto e diretto dal regista Simone Romano, traduce in immagini le sensazioni che l’autore esprime attraverso la musica, facendone un racconto al fine di restituire forma visbile alla sostanza della musica e delle parole. L’impiego dell’intelligenza artificiale nel suo lavoro, si propone di sperimentarne i limiti di coerenza ma anche la sua capacità generativa a servizio della creatività umana.

Commenta l’artista riguardo alla canzone: “Buenos Aires, regstrata presso lo studio Francesco Pio Maimone di Pianura (Napoli), l’ho scritta nell’afoso agosto 2021, nel silenzio della profonda campagna irpina, e approfondisce il tema dei Figli di plastica, che fanno parte del mondo delle idee, dell’affannosa ricerca di convalida da parte della società, a costo di mentire pur di dare l’impressione di essere ciò che si vorrebbe. Questo tema si potrebbe collegare a tanti aspetti dell’estistenza ma, nel contesto dell’album di cui fa parte, si riferisce alla produzione musicale che sembra non dominare le tendenze ma piuttosto esserne schiava, riducendo la libertà di espressione degli artisti che, più o meno consciamente, tendono a una sottile autocensura. Vittima e complice di questa dinamica è lo stesso Autore del brano che, pur cercando di distinguersi da ciò che racconta, comincia a lanciarsi in ambienti sonori e lirici gradualmente sempre più ambigui e semplici, inaridendo il proprio linguaggio”.

Antonio D’Angiò è un cantautore e polistrumentista nato a Napoli nel 1995, attivo sulla scena musicale indipendente. Inizia a scrivere canzoni durante l’adolescenza, influenzato dai cantautori italiani, dal rock degli anni ’70 e dal grunge. Nel 2016 pubblica con Apogeo Records il suo primo album, “Spauracchio fritto”, frutto di un’intensa attività live e di una ricerca musicale istintiva e giocosa, co-prodotto con Lorenzo Campese (No Dada). Dopo l’uscita del disco, si prende una pausa dai palchi per approfondire lo studio della musica e lavorare a un nuovo linguaggio musicale. Nell’ottobre 2024 torna ufficialmente dal vivo con un concerto in band presso lo storico Auditorium 900, all’interno della rassegna Cosmofonie, curata da Massimiliano Sacchi, del Campania Teatro Festival. Termina intanto le registrazioni di “Figli di plastica”, secondo album co-prodotto con Roberto Guardi (alias Befolko) e Fabrizio Coppola, con la collaborazione di musicisti come Antonio Barberio (Dignità Autonome Di Prostituzione, Maradonas), Emanuele De Luca (Primo Amore), che mescola atmosfere Progressive Rock, Alternative e Pop, segnando un’evoluzione stilistica e sonora. La musica che propone utilizza spesso come soggetto turbamenti intimi e viaggi onirici-erotico-sentimentali, che secernono temi allegorici più che letterali, universali più che particolari. Nel suo lavoro video è coadiuvato dal giovane regista Simone Romano, mentre per la parte illustrativa si avvale della collaborazione dei disegnatori Domenico Di Francia “K” e Martina D’Angiò. La sua attività di cantautore si propone di arrivare a un pubblico interessato a sviscerare il senso dell’arte intesa come strumento di provocazione, di tortuosa indagine psicologica e non come passiva e scorrevole fruizione.

Chiara Stanzani

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