I dati dei Portici di Bologna dopo 4 anni dalla nomina a Patrimonio Culturale dell’UNESCO

I Portici di Bologna sono stati iscritti nella lista Unesco del Patrimonio mondiale il 28 luglio 2021. Sono online i dataset che geolocalizzano e descrivono i 12 portici selezionati da Unesco e i relativi punti di interesse.

Nascita e storia dei portici a Bologna

Iscritti nella lista del Patrimonio mondiale Unesco, i portici di Bologna rappresentano un elemento architettonico e culturale unico al mondo, testimonianza della capacità della città di integrare il tessuto urbano con le esigenze sociali e climatiche.

La loro origine risale al Medioevo quando, a seguito dell’espansione urbana legata all’Università di Bologna e con l’obiettivo di affittare le stanze agli studenti, i proprietari delle case costruivano stanze sporgenti ai piani più alti degli edifici. A causa dell’errata disposizione architetturale di tali spazi, ben presto si decise di incrementarne la sicurezza costruendo delle colonne di supporto. In tale contesto, gli statuti cittadini del Duecento imposero la costruzione di portici in legno davanti alle abitazioni private, trasformando così un bene privato in una risorsa pubblica a servizio della comunità.

Gli statuti hanno normato la costruzione dei portici per alcuni secoli, stabilendo regole precise, come l’altezza minima di 2,7 metri per permettere il passaggio anche a cavallo. Nel corso dei secoli i portici sono così diventati non solo un elemento distintivo della città, ma anche uno spazio funzionale, capace di adattarsi alle esigenze del tempo e di evolversi nei secoli. La cittadinanza, diretta responsabile della loro manutenzione e decoro, ha contribuito nel tempo a mantenerne l’integrità e la bellezza.

Oggi i portici bolognesi si estendono per ben 62 chilometri, di cui circa 40 nel centro storico, rendendo Bologna la città con il maggior numero di portici al mondo. Questi spazi, realizzati con materiali diversi come legno, pietra, mattoni e cemento armato, attraversano strade, piazze e vicoli, offrendo un’architettura che unisce estetica e praticità.

I portici, infatti, hanno una doppia funzione: da un lato proteggono dalla pioggia e dal sole, dall’altro creano un luogo di incontro e interazione sociale e commerciale. Qui, infatti, si sviluppano attività artigianali e mercantili e si coltivano relazioni sociali, rendendo i portici non solo un simbolo di Bologna, ma anche un patrimonio culturale vivo e dinamico.

Curiosità e numeri sui portici più famosi

Bologna si distingue per la presenza del portico più lungo al mondo: il portico di San Luca. Questo portico, composto da 666 arcate, si estende per circa 3796 metri, collegando il centro della città al Santuario della Madonna di San Luca. La sua costruzione, iniziata nel 1674 e completata nel 1793, aveva lo scopo di proteggere i pellegrini durante il percorso verso il santuario.

Con i suoi quasi 6 metri di larghezza, il portico della Basilica di Santa Maria dei Servi in strada Maggiore detiene invece il record del portico più largo della città.

Al contrario, il portico più stretto di tutti, con i suoi appena 95 cm di larghezza, si trova in via Senzanome, nel quartiere Saragozza.

Un altro record cittadino è raggiunto dal portico della Zanichelli, nota casa editrice bolognese, in via Irnerio, che misura oltre 12 metri di altezza.

L’analisi dei dati

Proprio a proposito di dati numerici relativi ai Portici di Bologna, il portale Open Data del Comune mette a disposizione i seguenti due dataset:

  • Portici di Bologna
  • Portici di Bologna – punti di interesse

Il primo dataset riporta l’elenco completo dei 12 gruppi di portici iscritti alla lista Unesco, arricchito dalla relativa mappa geografica, che consente di localizzarli all’interno della città. Inoltre, il dataset consente di ricavare informazioni relative al singolo gruppo di portici, riportando per ogni gruppo sia una video guida nella Lingua dei segni italiana (Lis), che una descrizione scritta riguardante la sua origine e la sua storia.

Dalla geolocalizzazione dei portici, resa disponibile dal dataset, è possibile osservare come la maggior parte dei gruppi di portici, il 75% del totale, sia situato all’interno delle mura della città di Bologna.

Il secondo dataset raccoglie l’elenco delle aree edificate circostanti ai 12 gruppi di portici, definite come Punti di Interesse.

Anche in questo caso è presente una vista su mappa in grado di illustrare la localizzazione dei 72 punti, suddivisi per le seguenti tipologie: palazzi, portici, piazze, chiese e fontane.

Quasi il 70% dei punti di interesse totali riportati nel dataset sono palazzi, mentre 11 sono i portici.

Analogamente al precedente dataset, per ogni punto di interesse viene riportata una descrizione che ripercorre la storia dello specifico luogo.

Più di semplici strutture architettoniche

Riconosciuti come elemento unico dell’identità urbana di Bologna, simbolo dello spirito caldo e accogliente della città, i Portici di Bologna si possono definire elementi rilevanti nella costruzione dell’identità socioculturale della città.  Testimoni silenziosi degli eventi storico-politici, dei progressi e dei cambiamenti che si sono susseguiti nel corso dei secoli, hanno ospitato generazioni di bolognesi e di visitatori provenienti da tutto il mondo e il riconoscimento dell’importanza storico-culturale dei portici da parte dell’Unesco, con il contestuale inserimento nella lista del Patrimonio mondiale nel 2021, è la conferma del loro valore universale eccezionale.

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Ogni anno, tra maggio e giugno, una grande festa urbana celebra i portici patrimonio Unesco tramite il Bologna Portici Festival. Questi suggestivi spazi pubblici diventano palcoscenico di un ricco calendario di eventi culturali e creativi, tra cui concerti, talk, laboratori, visite guidate, spettacoli di teatro e danza, performance site specific e mostre distribuite in varie zone della città. Nel 2025 è prevista la terza edizione.