In arrivo la rottamazione quinquies: rate più lunghe e contributi recuperabili per andare in pensione prima
La rottamazione quinquies non è più una semplice proposta: è ormai in dirittura d’arrivo e potrebbe diventare realtà entro il 2026. Dopo la conclusione della fase tecnica, prevista per l’estate, il testo passerà alla discussione politica, con l’obiettivo di inserirlo nella Legge di Bilancio di fine anno.
La nuova sanatoria promette di rivoluzionare il sistema delle definizioni agevolate con importanti novità. Rispetto alle versioni precedenti, offrirà condizioni più flessibili per chi ha debiti fiscali: si passa da 18 rate in 5 anni a ben 120 rate mensili spalmate su 10 anni, tutte di pari importo. Spariscono quindi le maxi-rate iniziali e le scadenze trimestrali, rendendo l’impegno economico più sostenibile. Cambia anche la regola sulla decadenza: sarà possibile saltare alcune rate senza perdere i benefici della misura.
Ma l’aspetto più interessante riguarda i riflessi sul fronte pensionistico. La rottamazione quinquies, infatti, potrà essere utilizzata anche per regolarizzare debiti contributivi con l’Inps. Per molti lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e professionisti, questa potrebbe essere l’occasione per recuperare contributi non versati in passato e avvicinarsi alla pensione. Attraverso il pagamento, anche rateale, si potranno colmare i vuoti contributivi che spesso impediscono di raggiungere i requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia o per le uscite anticipate.
Tuttavia, è fondamentale sapere che i contributi non si considerano versati fino al saldo completo del debito. Solo una volta pagata l’ultima rata, infatti, quei contributi saranno conteggiati nel proprio estratto conto previdenziale. Questo significa che chi punta ad anticipare l’accesso alla pensione dovrebbe valutare con attenzione i tempi della rateizzazione: allungare troppo i pagamenti potrebbe significare rimandare il pensionamento di anni.
La rottamazione quinquies si presenta, quindi, non solo come un’opportunità fiscale, ma anche come uno strumento prezioso per costruirsi un futuro previdenziale più solido e, per alcuni, più vicino.
