BCC Emilia-Romagna, un 2024 in crescita: più raccolta, più impieghi e più soci. Fabbretti: “Siamo un modello da tutelare”
Un sistema solido, anticiclico, ben radicato nel territorio e sempre più punto di riferimento per le piccole e medie imprese. Le Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia-Romagna confermano anche per il 2024 la loro tenuta strutturale e la capacità di generare valore per soci, famiglie, imprese e comunità locali.
A certificarlo sono i dati del bilancio 2024 approvato oggi dall’assemblea annuale della Federazione regionale, che mette a confronto i risultati delle nove BCC emiliano-romagnole con quelli dell’intero sistema bancario nazionale.
Raccolta e impieghi in crescita, meglio della media nazionale
Alla fine del 2024, la raccolta diretta delle BCC regionali ha raggiunto quota 17,6 miliardi di euro, con un incremento dell’1,4%, superiore al +0,9% registrato dal sistema bancario regionale. Anche gli impieghi a clientela crescono, toccando i 13,9 miliardi di euro, con un +2,6%, a fronte di un -1,6% a livello nazionale. Risultati che consolidano la quota di mercato regionale delle BCC, salita all’11,7%, con picchi significativi nei settori chiave dell’economia locale: 28,7% tra le imprese da 5 a 20 addetti, 19,1% in agricoltura, 26,2% nei servizi di alloggio e ristorazione.
Sportelli stabili, soci in aumento
Controtendenza anche sul fronte della presenza territoriale: 346 sportelli attivi, gli stessi del 2023, distribuiti in 162 comuni, di cui 14 serviti in esclusiva (erano 13 l’anno scorso). Cresce la base sociale, con un aumento del 2,2% e oltre 151.400 soci, così come l’occupazione, con 2.855 dipendenti, in lieve crescita (+0,4%).
Crediti più sani e utile netto in aumento
Buone notizie anche dalla qualità del credito: il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi scende al 2,9%, contro il 4% del sistema bancario regionale, mentre le sofferenze si attestano allo 0,8% (la media è 1,6%). Aumenta anche l’utile netto aggregato delle BCC, che raggiunge i 273,1 milioni di euro, in crescita del 2,3% rispetto al 2023.
Fabbretti: “Non siamo predatori, siamo generativi”
“Le nostre banche crescono più del sistema bancario nazionale, sono più solide, più vicine, più presenti”, ha dichiarato Mauro Fabbretti, presidente della Federazione regionale delle BCC. “Non siamo né predatori né estrattivi. Siamo generativi: le BCC raccolgono risparmio e lo reinvestono nei territori dove viene prodotto, offrendo opportunità alle imprese, accompagnando le famiglie, educando i giovani alla finanza buona e alla cittadinanza economica”.
Secondo Fabbretti, un terzo delle piccole e medie imprese della regione si rivolge oggi al credito cooperativo, trovando “ascolto, fiducia e prospettive per il futuro”. E conclude: “La biodiversità bancaria che le BCC rappresentano non è un’eccezione da tollerare, ma un modello da tutelare e sostenere, in Italia e in Europa”.
Le sfide del 2025: mutualità, formazione e inclusione
Per il 2025 la Federazione punta su progetti ad alto impatto sociale, tra cui la costituzione di tre mutue multisettore in altrettante BCC, per offrire servizi sanitari e sociali ai soci. Proseguiranno inoltre i percorsi di Alta formazione per amministratori in collaborazione con il MUEC e la Fondazione Alma Mater, le attività di educazione finanziaria nelle scuole, i progetti per la leadership femminile e il sostegno all’economia sociale.
“Guardiamo avanti – conclude Fabbretti – con la consapevolezza che il nostro compito è doppio: essere banche efficienti e innovative, ma anche presìdi di comunità. Prossimità, fiducia e cooperazione sono le parole chiave del futuro che vogliamo contribuire a costruire ogni giorno”.
