Il Job Hopping: nuova tendenza della Gen Z per sfuggire alla routine e aumentare lo stipendio

lavoro Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

Se un tempo il sogno di una carriera era il posto fisso, oggi per la Gen Z lavorare nello stesso ambiente per tutta la vita genera solo ansia. La nuova generazione non accetta di restare chiusa nella stessa bolla lavorativa, preferendo cambiare frequentemente lavoro nella speranza di ottenere un aumento salariale e progredire nella carriera. Questo fenomeno è stato definito job hopping e sta acquisendo sempre più rilevanza, con una ricerca LinkedIn che evidenzia come il 44% degli italiani stia abbracciando questo trend, che sembra destinato a crescere nel 2025.

Mentre solo il 30% dei lavoratori più esperti trova stabilità nel posto fisso, la Gen Z teme la routine: il 28% degli under 35 è preoccupato di non riuscire a trovare tempo per sé, mentre il 24% vive con ansia l’orario di lavoro.

Le motivazioni principali dietro il job hopping includono un aumento di stipendio (41%), un migliore equilibrio tra vita e lavoro (27%) e la possibilità di crescere professionalmente (22%). Non da meno, il 20% dei giovani cerca aziende dove poter mettere a frutto le proprie competenze.

Secondo un report di Deloitte, il 40% della Gen Z e dei Millennials cambia lavoro sapendo che lo farà di nuovo a breve. Un’altra ricerca di Randstad sottolinea che circa un milione di italiani, soprattutto nel settore digitale, adotta questo modello.

E sembra che il job hopping paghi: uno studio dell’Istituto ADP rivela che chi ha cambiato lavoro almeno una volta in due anni ha visto un aumento salariale del 15,2%, rispetto al 7,7% di chi è rimasto nella stessa posizione. Segno che, forse, è proprio il cambiamento a spingere verso il guadagno.