Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma delle accise su benzina e diesel. Il provvedimento prevede un aumento graduale per chi utilizza auto a gasolio e una riduzione per chi usa la verde. La misura, inserita nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), ha lo scopo di finanziare il trasporto pubblico locale e ridurre i sussidi ambientali dannosi, adeguando la tassazione ai consumi effettivi.
Attualmente, le accise sui carburanti ammontano a:
L’obiettivo è eliminare, nell’arco di cinque anni, la differenza tra i due carburanti.
Secondo lo schema del decreto legislativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, le accise saranno aggiornate ogni anno tramite un decreto interministeriale firmato dal Mef, dal Ministero dei Trasporti, da quello dell’Ambiente e dell’Agricoltura.
Il provvedimento prevede:
Secondo un’analisi del Codacons, l’aumento delle accise colpirà 16,6 milioni di veicoli diesel su un totale di 40,5 milioni di auto private.
I rincari stimati per un pieno di 50 litri saranno:
Per chi effettua due pieni al mese, la spesa extra sarà tra 15 e 22 euro annui per ogni auto. Complessivamente, il rincaro peserà 243 milioni di euro all’anno sugli italiani, cifra che salirà a 1,21 miliardi di euro in cinque anni con un aumento di 1 centesimo al litro. Se l’incremento fosse di 1,5 centesimi, l’esborso totale salirebbe a 1,82 miliardi in cinque anni.
Se i possessori di auto diesel dovranno fare i conti con costi più alti, chi guida un’auto a benzina beneficerà di un risparmio analogo:
L’attuale differenza di tassazione tra benzina e diesel non trova più giustificazione né dal punto di vista ambientale né da quello del consumo interno. Il diesel è più inquinante in termini di emissioni di CO₂ e il suo consumo supera quello della benzina.
La riforma si inserisce negli obblighi previsti dal Pnrr e dal programma RepowerEU, che impone una progressiva eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi entro il 2024.
Tuttavia, restano preoccupazioni sugli effetti economici. Il Codacons avverte che i rincari potrebbero innescare aumenti a cascata sui prezzi di beni e servizi, con ripercussioni sull’inflazione. Inoltre, i lavoratori pendolari e chi utilizza l’auto per esigenze professionali subiranno un impatto significativo, nonostante l’esonero per i camionisti, già in agitazione con scioperi a oltranza.
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