Cultura e Società

Spiagge: il Grande Inganno, le proposte dell’Avv. Andrea Corsini e Sabri Pinton

Concessioni balneari tra diritto europeo e imprenditori dimenticati: l’Avv. Andrea Corsini, fondatore di Laurum Legal Law Firm di Roma e il Sig. Sabri Pinton, responsabile Rapporti Istituzionali e imprenditore balneare da oltre 20 anni, avanzano proposte concrete per uscire dall’impasse.

(Roma) La questione delle concessioni demaniali marittime è tornata con forza al centro del dibattito nazionale, nel pieno delle tensioni legate all’applicazione della Direttiva Bolkestein. Secondo Laurum Legal, il sistema italiano si trova oggi in una fase di stallo normativo strutturale, con effetti già evidenti su investimenti, occupazione e continuità dei servizi turistici.

“Non siamo più di fronte a un problema teorico, ma a un rischio concreto di blocco operativo del settore”, sostengono l’Avv. Andrea Corsini e Sabri Pinton.

Il nodo politico

Il vero punto non è più se applicare la normativa europea, ma come farlo senza distruggere il tessuto economico esistente.

L’attuale quadro normativo ha dei forti limiti:

  • non tutela gli investimenti realizzati negli anni;
  • espone gli operatori a contenziosi continui;
  • genera incertezza e blocco decisionale.

“Il risultato è un sistema in cui le gare rischiano di essere inefficaci o addirittura controproducenti, proseguono l’Avv. Corsini e Pinton, con gravi conseguenze per l’intero comparto”.

La nostra proposta: equilibrio tra Europa e impresa

Laurum Legal propone una riforma fondata su principi chiari e concreti:

  • concessioni di durata adeguata (12–15 anni);
  • gare basate sulla qualità dell’offerta, non solo sul prezzo;
  • indennizzo obbligatorio per il gestore uscente;
  • separazione tra concessione demaniale e azienda;
  • garanzia di continuità operativa.

Un modello che mira a rendere la concorrenza sostenibile e non distruttiva, salvaguardando al tempo stesso il rispetto delle regole europee.

I rischi reali senza un intervento

In assenza di correttivi, il mercato potrebbe reagire con effetti negativi immediati:

  • ritardi nell’apertura delle strutture;
  • blocco degli investimenti;
  • perdita di competitività del turismo balneare italiano.

Unità del settore: passaggio obbligato

Altro elemento critico è la frammentazione delle associazioni di categoria, che negli anni ha indebolito la capacità negoziale del comparto. “Senza una posizione unitaria, il settore non potrà mai incidere realmente sulle scelte normative”, sottolinea l’Avv. Corsini. Laurum Legal lancia un appello alle istituzioni, un messaggio chiaro e diretto: “Serve una riforma immediata; serve un approccio tecnico, non ideologico; serve una sintesi tra diritto europeo e realtà economica. Dopo oltre vent’anni di rinvii, l’Italia è oggi chiamata a una scelta definitiva”.

 

Redazione

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