Dalla memoria coloniale all’Africa moderna: la metropoli che cambia volto
Addis Abeba non dorme mai. È la città che più di ogni altra rappresenta la nuova Africa: dinamica, colta, in trasformazione. Fondata nel 1886 dall’imperatore Menelik II, la “Nuovo Fiore” è oggi una metropoli di oltre cinque milioni di abitanti, sede dell’Unione Africana e del rinnovato orgoglio panafricano.
Il viaggio nella capitale inizia al Museo Nazionale, dove è custodito il fossile di Lucy, la nostra antenata di 3,2 milioni di anni. Ma Addis è anche architettura contemporanea, mercati brulicanti come il Merkato – uno dei più grandi d’Africa – e quartieri creativi come Piazza o Bole, dove giovani artisti e designer reinventano l’identità etiope.
La città è attraversata da contrasti: i grattacieli sorgono accanto alle case di fango, i ristoranti internazionali convivono con le tradizionali injera bet, le case del pane.
Il nuovo treno elettrico, la prima metropolitana dell’Africa sub-sahariana, è simbolo di un futuro che corre veloce. Ma Addis resta anche memoria: il Museo della Croce Rossa, il Red Terror Museum ricordano la dittatura del Derg. È una città che insegna come la memoria possa convivere con la modernità.
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