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Pasqua e Serie A: il ritorno di una convivenza dimenticata, si gioca Bologna-Inter

Per oltre quarant’anni, il calcio italiano ha evitato di sovrapporsi alla Pasqua. Dal 1978 in poi, il pallone e la festività religiosa hanno viaggiato su binari paralleli, senza incrociarsi. Ma nel 2025 le cose cambieranno: la Serie A tornerà in campo proprio nel giorno di Pasqua, con tre sfide di rilievo – Bologna-Inter, Milan-Atalanta ed Empoli-Venezia – inserite in un calendario sempre più fitto e logorante per le squadre impegnate su più fronti.

Eppure, un tempo, la Serie A non si fermava neanche nella domenica più sacra dell’anno. L’ultima volta in cui si disputò un intero turno pasquale risale al 26 marzo 1978: la 24ª giornata su 30. Juventus e Torino lottavano per lo scudetto, ma entrambe vennero fermate nei minuti finali, rispettivamente dal Genoa (2-2) e dal Perugia (1-1). In quel turno, Oriali decise Atalanta-Inter, mentre il Napoli di Gianni Di Marzio vinse 1-0 a Verona. Alla fine, a laurearsi campione d’Italia fu la Juventus.

I precedenti più recenti

Dopo il 1978, il calcio italiano ha concesso solo rare eccezioni alla regola del riposo pasquale. Nel 2004, Perugia e Inter si affrontarono l’11 aprile (2-3 per i nerazzurri) a causa degli impegni europei della squadra milanese. La scelta scatenò polemiche, con il cardinale Ennio Antonelli che denunciò: “Il Dio pallone ha il sopravvento su qualsiasi festa religiosa”.

Nel 2009, il 12 aprile, toccò a Reggina e Udinese scendere in campo (0-2). Anche in quell’occasione non mancarono le critiche: Giorgio Constantino, portavoce dei vescovi italiani, sottolineò come il calcio a Pasqua fosse una distrazione dai “doveri del buon cristiano”.

Ora, nel 2025, il dibattito potrebbe riaccendersi. Dopo decenni di separazione, il pallone tornerà a rotolare nel giorno di Pasqua. E chissà se, come già accaduto in passato, non sarà accompagnato da nuove polemiche.

Redazione

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