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Bologna missione clima: restaurata la turbina della centrale del Cavaticcio

Nei giorni scorsi è avvenuto il riposizionamento della turbina della centrale del Cavaticcio dopo il suo restauro promosso da Canali di Bologna. La turbina della centrale idroelettrica torna nel centro storico di Bologna, dopo un significativo intervento di manutenzione straordinaria. Estratta a marzo 2023 e trasferita per una revisione approfondita presso officine specializzate, sarà nuovamente operativa a partire da gennaio 2025, dopo una serie di collaudi e verifiche. I lavori di reinstallazione dureranno circa 4 settimane, avvalendosi nuovamente di speciali autogru.

Durante i lavori di revisione sono emersi ammaloramenti non prevedibili e condizioni di usura di alcune parti della turbina, superiori alle attese iniziali. L’impresa incaricata, Hydroalp Srl, ha messo a disposizione la propria competenza ed esperienza per superare i problemi riscontrati e rendere la macchina più resiliente alle condizioni di esercizio. Le attività aggiuntive hanno comportato un incremento dei tempi di circa dodici mesi oltre che dei costi, che hanno raggiunto 1.7 milioni di euro.

Tutto il percorso è stato supportato dal Comune di Bologna e comunicato ai residenti e ai titolari di attività della zona. Il restauro è promosso e finanziato dal Consorzio Canali di Bologna, proprietario della centrale attraverso la propria società di gestione Gacres Srl. È inoltre una azione specifica parte integrante del Climate City Contract della città di Bologna, di cui il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno è partner, approvato a marzo di quest’anno dal Consiglio comunale.

Situata nel sottosuolo di largo Caduti del Lavoro, tra via Marconi e via Azzo Gardino, la centrale sfrutta un salto naturale di 15 metri del canale, con una potenza stimata di 1 MW, sarà in grado di produrre energia pulita incrementando la produzione della città di circa 2.500 MWh all’anno, equivalente al fabbisogno di circa 1200 famiglie.

Grazie a questo intervento una macchina revisionata secondo i più moderni standard tecnologici del ventunesimo secolo risponderà alle esigenze attuali, generando energia pulita grazie alla forza dell’acqua di un canale che alimenta la città da oltre otto secoli.

Bologna rientra tra le 100 città del continente individuate per conseguire la neutralità climatica entro il 2030, ossia venti anni prima rispetto agli obiettivi stabiliti a livello europeo e questo progetto contribuisce direttamente all’obiettivo di rafforzare l’autonomia energetica locale attraverso fonti pulite e rinnovabili.

Redazione

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